Necropoli di Pantalica
La Necropoli di Pantalica è situata nel comune di Ferla, in Sicilia, e grazie alle sue caratteristiche naturali, l’area era considerata una fortezza naturale, quasi imprendibile. Fu scelta come luogo di insediamento fin dai tempi antichissimi, a partire dal XIII secolo a.C., dai Siculi. L’area si trova su un altopiano circondato da canyon, scavati dai fiumi Anapo e Calcinara.
La storia della Necropoli di Pantalica risale al XII-XI secolo a.C., quando furono costruite le tombe più antiche, situate nell’area nord ovest. L’area più vasta e fitta si trova a Nord, mentre nell’area sud ovest, chiamata necropoli di Filiporto, vi sono circa un migliaio di tombe appartenenti all'ultima fase della città, risalente al IX-VIII secolo a.C.
Contemporanea alla necropoli di Filiporto è la necropoli della Cavetta, risalente al IX-VIII secolo a.C., dove sono presenti abitazioni bizantine. Inoltre, vi è la necropoli di S. Maritino, che comprende tombe a tholos preistoriche e catacombe bizantine risalenti al IV-V secolo d.C. Tra le tombe presenti, spicca l’Ipogeo di Dioniso, riconoscibile da un’incisione che rivela il nome dell’inquilino della tomba, Dioniso. Inoltre, nella Grotta di S. Anna sono presenti affreschi raffiguranti figure di alcuni santi.
La Necropoli di Pantalica è considerata il nucleo più importante di insediamento preistorico della Sicilia orientale. Gli insediamenti presenti nell’area scomparvero nel VIII secolo a.C., contemporaneamente alla diffusione della presenza Micenea sull'isola e all’inizio dell’epoca storica. L’area offre dunque un prezioso spaccato della storia antica della regione, con tombe e abitazioni che testimoniano la presenza di diverse culture nel corso dei secoli.
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